PRASSI ANTIBULLISMO PER LA TUTELA DEI MINORI

La prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto del bullismo” nasce dal coinvolgimento di FIDAE, ISRE, MOIGE ed ACCREDIA, ed è orientata a mettere in atto misure adeguate ad assicurare il rispetto del superiore interesse del minore (Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989).

Gli alunni in età infantile ed adolescenziale, che affrontano il mondo contemporaneo, non di rado vivono situazioni esistenziali di disagio, che emergono anche nel contesto scolastico; la loro giovane età li rende costitutivamente fragili e non in grado di operare il necessario discernimento dinanzi al mare di informazioni e contenuti di ogni tipo ai quali si trovano esposti e che ogni giorno rischia di travolgerli.

L’utilizzo di dispositivi elettronici e delle tecnologie digitali rende indispensabile l’adozione per docenti e discenti delle necessarie precauzioni, affinché i minori siano tutelati anche dai nuovi rischi di aggressione e di violenza alla loro personalità in formazione, provenienti da soggetti operanti sulla rete.

In Italia, un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. L’età più a rischio è quella compresa tra gli 11 e i 17 anni. I dati Istat pongono l’accento su un fenomeno molto delicato e in crescita che riguarda l’età adolescenziale. Gli atti di prepotenza si ripetono con una frequenza settimanale nel 9,1% dei casi e, ad essere più colpite sono le femmine (20,9%) rispetto ai maschi (18,8%). Differenze anche tra Nord e Sud Italia: il fenomeno è più diffuso nelle regioni settentrionali, dove la media raggiunge il 23% e supera il 57% se si considerano anche le azioni avvenute sporadicamente.

L’adozione della prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto del bullismo” è importante per individuare i rischi ai quali i minori sono esposti ed assicurare una gestione operativa in grado di eliminarli e/o ridurli, tenendo conto anche del rischio legale per i vari operatori che lavorano a contatto con minorenni. Occorre, pertanto, agire in via preventiva e costruire all’interno delle attività che ospitano minorenni una serie di procedure in grado di dimostrare, rispetto ai fatti di bullismo, il corretto agire delle organizzazioni e dei loro addetti e quindi l’assenza di responsabilità legale.

Il documento individua i criteri per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo, attraverso l’utilizzo di un sistema di gestione applicabile in tutti gli istituti scolastici e formativi di ogni ordine e grado, e più in generale a tutte le organizzazioni, anche non scolastiche, rivolte ai minorenni.

La prassi UNI/PdR 42:2018

La prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 definisce le caratteristiche per un sistema di gestione che affronti e prevenga il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte dannose alla formazione della loro personalità. Fornisce alle organizzazioni che si rivolgono ai minorenni le linee guida per applicare in modo efficace le prescrizioni di legge sul bullismo e sul cyberbullismo.

La prassi, quindi, può considerarsi uno strumento utile per:

  • individuare gli specifici rischi di bullismo che esistono all’interno dell’organizzazione,
  • comunicare con efficacia all’esterno le proprie strategie antibullismo,
  • rafforzare la fiducia delle famiglie e della società nei confronti delle scuole e delle organizzazioni che ospitano minori,
  • favorire un approccio multidisciplinare al contrasto del fenomeno.

Tali organizzazioni, inoltre, potranno ottenere una “certificazione antibullismo” rilasciata da un Organismo accreditato, così da poter dimostrare l’adozione e la realizzazione delle misure antibullismo: opportunità che rappresenta una novità assoluta nel panorama delle certificazioni in Italia e nel mondo.

La PdR 42/2018 individua i criteri per prevenire e contrastare il bullismo attraverso l’utilizzo di un sistema di gestione antibullismo. Il documento si applica a tutti gli istituti scolastici e formativi, di ogni ordine e grado, statali e non statali, paritari e non paritari. Si applica anche alle attività assimilabili alla scuola (ad esempio, centri di formazione professionale, istituzioni che offrono servizi e progetti per la scuola, centri diurni, convitti, centri giovanili, centri sportivi, centri ricreativi e così via) e comunque in generale a tutte le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.

In base alla PdR, ogni anno la scuola/istituzione deve definire le azioni che prevede di attivare per migliorare la capacità di prevenzione e contrasto del bullismo. Il piano deve contenere obiettivi misurabili.

L’organizzazione interessata a ricevere la certificazione, inoltre, deve inserire nel proprio sito web una sezione denominata prevenzione e contrasto del bullismo nella quale andrà aggiunto:

  • il testo della politica antibullismo adottata;
  • l’indirizzo e-mail per segnalare casi di bullismo;
  • il testo della Prassi di Riferimento;
  • l’indicazione dei nominativi dei componenti della Commissione Antibullismo;
  • ogni altra informazione utile.

Deve inoltre redigere uno specifico regolamento antibullismo, da rendere pubblico, nel quale indicare i comportamenti non consentiti e le relative sanzioni disciplinari e raccogliere in modo sistematico e continuativo le segnalazioni in merito a fatti di bullismo. È inoltre necessario adottare annualmente un piano per la formazione e sensibilizzazione di tutte le componenti, in materia di bullismo, e sottoporsi periodicamente ad audit, sia programmati che a sorpresa, in grado di individuare eventuali situazioni critiche e lo stato di attuazione delle misure prese.

Chi si impegnerà a seguire la prassi dovrà garantire la corretta vigilanza sugli alunni all’interno dell’ambiente scolastico e negli spazi esterni nei quali si svolge l’attività didattica, attraverso l’elaborazione di un piano di vigilanza che indichi gli addetti preposti e la postazione in cui devono essere presenti.


I requisiti di un “sistema antibullismo”

  1. definizione e divulgazione della “politica antibullismo”;
  2. predisposizione di un “piano della vigilanza”;
  3. predisposizione ed aggiornamento annuale di un documento di “valutazione dei rischi di bullismo”;
  4. definizione periodica di un “piano antibullismo”;
  5. comunicazione all’utenza e a tutte le altre parti interessate delle azioni adottate per garantire la prevenzione ed il contrasto del bullismo;
  6. definizione di un “sistema sanzionatorio antibullismo”;
  7. definizione di una “procedura per l’individuazione e la gestione delle criticità relative al bullismo”;
  8. nomina di una “Commissione Antibullismo” rappresentativa di tutte le parti interessate;
  9. adozione e periodico aggiornamento di un “piano di formazione antibullismo”;
  10. svolgimento periodico di “audit antibullismo” programmati e a sorpresa.

 

Il testo della PdR si può scaricare QUI (registrazione a uni.com necessaria)