APRI IL TUO RISTORANTE CON LA FINANZA AGEVOLATA

Hai esperienza nel settore della ristorazione?

Sei un giovane con meno di 36 anni o una donna?

Vuoi aprire un tuo ristorante?

Noi ti possiamo aiutare!

Con la nostra collaborazione potrai redigere un business plan completo da presentare a Invitalia SpA per usufruire delle agevolazioni previste dalla misura Nuove imprese a tasso zero.

Le caratteristiche salienti della misura sono:

OBIETTIVO:

Sostegno allo start up di micro e piccole imprese a prevalente partecipazione giovanile e/o femminile.

A CHI SI RIVOLGE:

Imprese costituite in forma societaria da non più di 60 mesi o società costituende,  la cui compagine societaria sia composta, per oltre la metà dei soci e delle rispettive quote di partecipazione, da giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni e/o da donne.

Le società costituende, formate da sole persone fisiche, devono provvedere alla loro costituzione entro i 45 gg dalla comunicazione del provvedimento di ammissione.

TERRITORI:  Tutto il territorio Nazionale.

SETTORI:

Produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;

Fornitura di servizi alle imprese e alle persone;

Commercio di beni e servizi;

Turismo;

Attività della filiera turistico-culturale, finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza;

Servizi per l’innovazione sociale.

COSA FINANZIA:

Programmi d’investimento non superiori a € 1.500.000 da realizzare entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Spese ammissibili:

Fabbricati e opere murarie, comprese le Ristrutturazioni (max 30% totale investimento);

Macchinari, Impianti e attrezzature;

Programmi e servizi informatici;

Brevetti, Licenze e Marchi;

Consulenze specialistiche, studi di fattibilità economico-finanziari, progettazione e direzione lavori, impatto ambientali (max 5% del totale investimento).

Non sono ammissibili i beni acquistati in leasing, i beni di proprietà dei soci e dei parenti o affini entro il terzo grado, i beni usati, i contratti “chiavi in mano” e gli automezzi.

finanza agevolata

AGEVOLAZIONI:

Le aziende beneficiarie possono accedere ad un mix di finanziamento a tasso zero contributo a fondo perduto a copertura massima del 90% dell’investimento ammesso.

Il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 20% della spesa ammissibile.

Le imprese possono richiedere anche un contributo per la copertura delle esigenze di capitale circolante collegate alle spese per materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa. Il contributo può arrivare fino al 20% delle spese di investimento.

Mutuo Agevolato a tasso zero deve essere restituito in 10 anni a decorrere dall’erogazione dell’ultima quota a saldo del finanziamento concesso; rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno; Il finanziamento agevolato è assistito dalle garanzie previste dal codice civile acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare, per un valore non superiore all’importo del finanziamento concesso.

Apporto da parte dei soci di mezzi propri ovvero finanziamento esterno non agevolato pari ad almeno il 10% dell’investimento ammesso + anticipo dell’IVA sull’investimento totale.

Di seguito riportiamo alcuni dati relativi al settore della Ristorazione italiana emersi dal rapporto annuale 2023 redatto dall’ ufficio studi Fipe-Confcommercio:

  •  –  Il settore è in netta ripresa, una ripresa non veloce e completa come si era ipotizzato, ma che lascia sperare che con la fine dell’anno corrente torneremo agli standard del pre-pandemia. C’è un ritorno ai consumi fuori casa, soprattutto nelle fasce serali dall’aperitivo alla cena. L’aperitivo in particolare ha avuto un boom su tutte le fasce generazionali, superando di gran lunga le pause pranzo o i consumi diurni fuori casa.

 

  • – Inflazione, caro bollette e materie prime sono le cause delle chiusure e delle difficoltà. Nel Rapporto Fipe si legge che a dicembre 2022 erano 336 mila le imprese operative nel mercato della ristorazione. Di queste, 9.526 hanno avviato l’attività nel corso dell’anno, mentre sono quasi 20.139 quelle che hanno abbassato le saracinesche con un saldo negativo di oltre 10.600 unità dietro il quale ci sono diverse concause: dagli strascichi della crisi pandemica al forte incremento dei costi in particolare delle materie prime e dell’energia (+200%) che hanno fortemente eroso i margini operativi delle imprese. Lo studio, tuttavia, sottolinea come la spinta inflattiva del settore sia stata più contenuta di quanto avvenuto a livello generale, con un incremento dei prezzi del 5% rispetto all’8,1% registrato per l’intera economia nel corso del 2022. Un dato che rivela una certa difficoltà delle imprese nel gestire la fase di aggiustamento dei listini, dovuta a valutazioni di contesto ma anche a scelte conservative, fatte spesso per paura di perdere clientela che per giusta consapevolezza.

 

  • – L’occupazione dipendente sale a oltre 987mila unità. Nello specifico, le oltre 165mila aziende con almeno un dipendente hanno impiegato nel 2022 una media di oltre 987mila lavoratori, solo 3.700 in meno del 2019.

Bar e ristoranti si sono adeguati ai “nuovi” consumatori post pandemia

Il 2022 è stato l’anno della “normalizzazione” per il settore della ristorazione, una fase in cui alcuni trend accelerati dalla pandemia si sono consolidati e hanno influito sulle modalità di consumo dei clienti. Le colazioni e i pranzi fuori casa sono in affanno, ad esempio, lasciando il campo alle uscite serali per aperitivi e cene. Per un ristorante su tre e per il 38% dei bar la performance economica è migliorata, frutto della capacità di adattamento alle nuove abitudini dei consumatori, mentre sono modeste, rispettivamente 11% e 6,2%, le percentuali di quelli che hanno registrato un risultato peggiore rispetto all’anno precedente.

Il 2023? Cautamente positivo

Lo scenario per il 2023 rimane cautamente positivo. Gli analisti di Fipe-Confcommercio, infatti, stimano una crescita del comparto compresa tra il 5 e il 10%, confermata anche dal sentiment degli addetti ai lavori: il 70% dei ristoranti pensa di mantenere gli obiettivi conseguiti nel 2022, con 1 ristoratore su 4 che ritiene addirittura di superarli. C’è in pratica un clima positivo sulle prospettive del settore. Nove imprenditori su dieci sono fiduciosi sul futuro, sebbene riconoscano che sia necessario far fronte ai cambiamenti imposti dall’emergenza pandemica.